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Uno
straordinario patrimonio boschivo e luoghi spirituali simbolo per
l'intera cristianità sono le caratteristiche forti del Casentino,
dove alle pendici del Falterona nasce l'Arno che fluisce poi nelle
vaste pianure vicine ad Arezzo. I monasteri dei Camaldoli e de La
Verna vigilano sulla Valli dell'Arno e del Tevere che per un breve
tratto corrono paralleli.
Il
Casentino offre dunque al visitatore una natura incontaminata e
protetta con intelligenza dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi,
punteggiata da tantissime testimonianze della presenza umana. La
posizione del Casentino, estremo lembo nord orientale della Toscana,
ne ha fatto un feudo ambito che fiorentini ed aretini si sono sanguinosamente
contesi. Delle lotte fra potentati rivali restano oggi poderose
ed affascinanti architetture medievali immerse in scenari selvaggi.
Della presenza religiosa rimangono santuari fra i più belli
ed importanti d'Europa, ancora oggi meta dei pellegrini, oltre che
dei turisti.
Di lunghissima memoria è dunque la frequentazione
umana della terra casentinese, presenza che però non ha significato
scempio e sfruttamento irresponsabile del territorio. Anzi, la mano
dell'uomo ha sempre cercato di agire rispettando i capolavori già
creati dalla natura, costruendo insediamenti abitativi, sistemi
di difesa e luoghi per la cura dello spirito perfettamente in armonia
con le caratteristiche del paesaggio originario. I signori Guidi
di Poppi, che a lungo regnarono sul feudo del Casentino, costruirono
castelli a dominio delle coltivazioni: restano oggi a darne splendida
testimonianza le fortificazioni di Romena, Porciano, Castelleone,
Castel San Niccolò, Borgo alla Collina e molti altri. Le
terre attorno a Bibbiena furono invece sotto il dominio dei Tarlati
e degli Ubertini, che non mancarono di lasciare segni del loro passaggio,
mentre proprio vicino a Poppi, in località Campaldino, si
combattè la sanguinosa battaglia che chiuse le secolari lotte
tra guelfi e ghibellini, nel 1289.
La bellezza delle foreste casentinesi fu d'altra parte luogo
d'elezione per monaci e religiosi in cerca di spiritualità
profonda, il che spiega la fitta presenza di luoghi di culto sparsi
nei boschi del Casentino. Alla Verna San Francesco salì per
ricevere le stimmate, San Romualdo gettò le prime basi dell'eremo
di Camaldoli, Dante fu tra i cavalieri guelfi che si batterono a
Campaldino e poi visse proprio in Casentino i suoi giorni più
amari, quelli dell'esilio. Le terre del Casentino raggiunsero la
notorietà fin dal tempo in cui il Divino Poeta le menzionò
a più riprese nella sua Commedia. Oggi il Casentino offre
al visitatore attento alle bellezze naturali e alle suggestioni
della storia un patrimonio attentamente tutelato e valorizzato,
dove la sensibilità ecologica diviene prassi quotidiana.
Il Parco delle Foreste Casentinesi ha stilato una lista di
strutture ricettive consigliate che hanno aderito ad un Disciplinare
Ecologico predisposto dal Parco stesso per migliorare la qualità
dei servizi al turismo, soprattutto riguardo alla qualità
ambientale. Gli esercizi con il logo del Parco si impegnano per
il risparmio energetico ed idrico, per un uso razionale delle risorse,
per la riduzione degli involucri in plastica e dell'uso della carta,
per promuovere la cucina tipica del Casentino e per sensibilizzare
la coscienza ecologica dei visitatori. Indubbiamente scegliere di
soggiornare nelle strutture che aderiscono al disciplinare del Parco
è la soluzione ideale per vivere fino in fondo un'esperienza
unica a contatto con la natura e la cultura di questi luoghi.
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